Ho inventato la pillola della felicità

Da piccolo sognavo di trasformarmi in un supereroe per rendere giustizia agli indifesi. Purtroppo le illusioni infantile svaniscono con la crescita ed oggi – a quarant’anni suonati – ho capito che le fantasie hanno vita dura.

La visione del telegiornale è l’ennesima immancabile tegola-porta-cattivi-pensieri. Ieri, esausto da tanta negatività, mi sono detto: «basta! Troppe tragedie, non sarò Superman ma devo fare qualcosa: questo mondo sta andando allo sfascio!».

Sono corso nel mio studio, ho aperto il cassetto dove conservo i miei progetti segreti ed ho cercato tra le scartoffie: la compressa dell’amore, la pastiglia per la vita eterna, come costruire la macchina del tempo, le dieci barzellette più stupide della Terra, un fazzoletto usato, un calzino sporco, il teletrasporto-fai-da-te, la calcola-lotterie-vincenti … tutte cose inutili (tranne il calzino) … alla fine ho trovato ciò che cercavo: la pillola della felicità!

 

L'Husky felice

 

Apro lo scatolo, contiene dieci pasticche; sul retro si leggono anche gli effetti collaterale: «regolarizza la flora batterica, combatte la stitichezza». Di più non si può chiedere.
Inizio a riflettere: a chi posso far ingerire queste pillole?

«La cattiveria nel mondo dipende dall’infelicità». Ho deciso: un confetto lo regalo al capo di Al Qaeda, altre due pasticche le metto da parte per un paio di dittatori africani, un’altra spetta di diritto al Presidente degli Stati Uniti. La quinta la conservo per lo sceicco arabo capo della multinazionale del petrolio, la sesta per i pescatori giapponesi colpevoli della mattanza dei delfini innocenti …

La lista si allunga di minuto in minuto, le pillole non bastano mai.

Un «bip-bip» del mio smartphone rompe la concentrazione; devo recarmi alla riunione condominiale! Conservo lo scatolo con le compresse magiche in tasca e corro via.
Arrivo con qualche minuto di ritardo, si discute dei posti auto. Lo sguardo dei presenti é carico di odio, ognuno guarda in cagnesco l’altro. Sembrano belve affamate pronte a sbranarsi, manca solo che dalla bocca gli scorra la bava del disprezzo.

Prima che sia troppo tardi – con un gesto spontaneo – distribuisco immediatamente le pillole della felicità ai presenti, in primis all’amministratore-arraffone.
«In fondo, per migliorare il mondo si deve partire dal proprio giardino» rifletto.

Resta una sola compressa, non so proprio a chi regalarla.

Torno a casa, senza pensare troppo butto giù dalla finestra l’ultima pasticca: «facciamo fare al caso» penso.
Mi affaccio, vedo arrivare una bimba, avrà avuto sette anni, lunghi capelli neri, passeggia con una eleganza innata, espressione dolce e triste, ha l’aria di chi deve vedersela da sola già in tenera età. La Vita con lei non è stata generosa.
Mantiene con sicurezza il guinzaglio del suo cagnolino, avrei detto un Husky, sembra un piccolo lupo. Il cane sente il rumore della pillola urtare a terra, un minuscolo salto e la capsula si ferma nei pressi della sua padroncina. L’Husky annusa la pillola e la inghiotte.

Dopo pochi istanti l’animale inizia a saltare, si muove con energia, scodinzola, vuole giocare, è pieno di gioia di vivere!

La bimba lo lascia correre, il cagnolino non si ferma più.
Alla piccolina si illuminano gli occhi: ride, è contenta come e più del suo fidato amico.
Poi grida: «Lucky, sei guarito! Che bello, sono la bambina più felice del mondo!»

Far tornare il sorriso ad un bimbo non significa forse rendere il mondo migliore?
Credo proprio di si.

 

 

MMo

Sono nato a Napoli nel 1970, laureato in Matematica ed Informatico di professione, da sempre sono appassionato di tecnologia e di Internet, di sport e di ecologia, di cinema e di libri ... Mi piace mischiare le mie passioni e da questi minestroni nascono progetti come mettincircolo.it prima e faCCebook.eu oggi. E chissà che un giorno non trovi una idea che mi cambi la vita.

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Pubblicato su Animali

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