Vita da ufficio: il dilemma dell’aria condizionata

La vita d’ufficio è complessa, lo possono confermare tutti gli impiegati che lavorano inchiodati ad una scrivania per otto ore al giorno, fermi in una stanza con lo sguardo perso nel monitor del loro computer.
I più fortunati sono dotati anche di un collegamento ad internet, almeno possono “viaggiare” con la fantasia in luoghi esotici guardando le immagini di isole caraibiche ed avere la (magra) consolazione di un bel tramonto alle Maldive come sfondo del desktop.
Il problema della permanenza in ufficio nel periodo estivo non è tanto lo stress del lavoro o la voglia di scappare al mare, purtroppo si devono attendere le sospirate (e brevi) vacanze, non c’è alternativa almeno per chi, come me, è un lavoratore dipendente.
Il vero dramma, invece, è la convivenza con i colleghi resa ancora più problematica dalla gestione dell’aria condizionata (almeno negli uffici che hanno la fortuna di averla).
Osservando i miei colleghi sono giunto alla conclusione che esistono due tipi di comportamenti, entrambi all’insegna dell’intolleranza.

L’atteggiamento più diffuso è il seguente: la mattina, il primo che arriva chiude le finestre dell’ufficio, abbassa le tapparelle, attiva il condizionatore alla massima potenza ed attende che l’aria fredda trasformi la stanza in un frigorifero. Raggiunti gli zero gradi centigradi, l’ufficio diviene simile ad una grotta di alta montagna con il suo microclima interno basato sulla fievole energia sprigionata dai deboli raggi di sole che penetrano tra gli spiragli della tapparella sbarrata e dove il calore è un perfetto sconosciuto.
Il collega-fanatico-dell’aria-condizionata non si accontenta di raffreddare la stanza, la deve trasformare in una cella frigorifera! imponendo il condizionatore-no-stop per l’intera giornata, straordinari compresi. Gli abitanti dell’ “ufficio-grotta” lavorano in situazioni estreme, il colorito della pelle diviene sempre più cadaverico e si liberano dalla morsa del freddo solo per andare alla toilette.
L’antagonista del fantatico-aria-condizionata è, invece, il collega-integralista, colui che non vorrebbe mai attivare il condizionatore. Anche se la giornata è torrida con temperature africane, questa seconda tipologia di persone preferisce aprire le finestre, arieggiare gli ambienti e l’ufficio, in breve, si trasforma in un bagno turco.
Gli sfortunati compagni del collega-talebano sudano le famose sette camicie sottoposti ad una sauna perpetua e vivono l’uscita dall’azienda come la liberazione dalle fiamme dell’inferno.

Questa opposta visione della vita d’ufficio estiva tempra il fisico di noi impiegati sottoponendoci a forti sbalzi di temperature poichè percorrendo il corridoio aziendale in alcune stanze vige la regola del fanatico-dell’aria-condizionata mentre in altre regna il collega-talebano-ufficio-forno.
Eppure, è noto che «in medio stat virtus», ma si sa che in guerra vincono gli estremismi ed è difficile trovare un armistizio che accontenti tutti.
Resistiamo, l’ufficio igloo/forno (a secondo di chi avete come compagno di stanza) tornerà ad un clima mediterraneo con la fine dell’estate, vero Paola?

PS: per chi non lo sapesse, Paola è la mia collega di stanza che spara il condizionatore alla massima potenza, l’ispiratrice di questo topic 😉

Ufficio: aria condizionata 24h/24h

MMo

Sono nato a Napoli nel 1970, laureato in Matematica ed Informatico di professione, da sempre sono appassionato di tecnologia e di Internet, di sport e di ecologia, di cinema e di libri ... Mi piace mischiare le mie passioni e da questi minestroni nasce faCCebook.eu

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