La disfida di Palinuro

In quel torrido sabato 2luglio, dal primo momento che misi piede nel villaggio turistico a Palinuro per trascorrere la meritata settimana di vacanza, capii subito che si sarebbe scatenata una guerra psicologica senza esclusioni di colpi tra me e Ciro-la-voce, il capo dell’animazione.
E difatti così fu.

La domanda base a cui non riuscivo a trovare una risposta era: a cosa serve l’animazione in un posto già di per se così incantevole?

Più apprezzavo i fantastici panorami di Palinuro, più ammiravo quei meravigliosi tramonti, più mi godevo il mare-bandiera-blu e più la mia intolleranza verso quel gruppo di giovani animatori egocentrici e del loro leader incontrastato cresceva …
Per me rappresentavano solo un ostacolo verso la tranquillità, un intralcio alla mia vacanza rilassante, lontano dal lavoro e dal tran-tran cittadino, dalla solita musica estiva assordante e dai balli di gruppo inutili, dagli impegni schedulati e dalle organizzazioni che in ogni istante della giornata venivano proposti da quegli indemoniati.

Almeno in vacanza desideravo essere libero di oziare, ma non era possibile.

Eppure a pensarla così ero solo io, infatti tutti gli altri “inquilini” del villaggio giunti nel mio stesso giorno in poche ore furono persuasi da Ciro-la-voce e dalla sua squadra di ventenni, tre giovani e tre fanciulle, tutti gioiosi, sorridenti, sempre allegri, con l’unico scopo di intrattenere noi turisti e trasformare le ferie in uno spot pubblicitario, un divertimento continuo senza sbavature.

Ciro-la-voce fisicamente era un tizio anonimo ma aveva un tono persuadente, una voce sicura, si rivolgeva verso gli altri animatori con decisione, non amava essere contraddetto e non accettava consigli, da tutti era considerato carismatico. Io penso invece che era solo uno sfigato.
Egli era il regista-primo-attore, il villaggio il suo set cinematografico, il suo team le sue spalle, noi turisti il pubblico pagante sempre sorridente, L’estate era la sua vita ed i nostri applausi il carburante del suo egocentrismo.

Si, perché qualcuno può affermare di aver conosciuto un animatore che non fosse anche egocentrico?

Il suo continuo martellamento dalla console tra la piscina e la spiaggia era incessante, dalle nove del mattino alle sette di sera, unico break dalle 14,00 alle 16,00 per poi ripartire più forte di prima.
Un lavaggio del cervello, dopo due giorni ogni singola persona all’interno del villaggio aveva la mente plasmata, era stato trasformato in un automa dipendente totalmente dalle parole degli animatori, ridevano alle loro patetiche battute, partecipavano a tutti i giochi, obbedivano a qualsiasi comando idiota. Tutti tranne me.

Il legame tra i turisti ed i “loro” animatori è lo stesso che lega un bimbo dell’asilo alla maestra: è il faro della loro giornata.

Ciro-la-voce in tempo record aveva insegnato a tutti la sigla dell’animazione, il rito di iniziazione per entrare nella “grande famiglia” e trascorrere così una vacanza indimenticabile!

La mia opposizione si basò ovviamente nel non imparare una sola parola ed un solo passo di quel ballo demente, non ho mai memorizzato i nomi di nessun animatore (quando odiavo le persone che parlavono di questi ragazzi come persone di famiglia, frasi tipo “sai che Fabio si è fatto male giocando a calcetto?”, e chi se ne frega!!!) non partecipai mai a nessun gioco organizzato da quei fanatici, la sera durante gli spettacoli non applaudivo e non assecondavo nessuna richiesta folle di Ciro-la-voce (“ed ora alziamo tutti la gamba destra ed applaudiamo gridando ehhhh ehhh“).

Per i bimbi Ciro-la-voce e la sua “squadra” erano dei miti, per i giovani degli idoli e per gli adulti dei riferimenti; ne ebbi la conferma un giorno nuvoloso, con il mare agitato e la spiaggia inaccessibile; durante la colazione la nostra vicina di tavolo con gli occhi persi nel vuoto chiese al marito: “ed oggi cosa facciamo?”. Lui per rassicurarla: “non ti preoccupare, sicuramente Ciro si inventerà qualcosa”.

Ecco, questa risposta fu la conferma che gli altri affidavano la propria vacanza agli animatori, incapaci di organizzare una giornata senza essere guidati dal nuovo paparino, la mente spenta o totalmente condizionata da quei giovani principianti pieni di energia e buona volontà ma incompetenti, incapaci di capire quando fermarsi per non sconfinare nell’invadenza.

Alcuni villeggianti erano stati talmente plagiati da Ciro-la-voce che, credendosi simpatici e spiritosi, partecipavano alle gag degli animatori con battutacce ed interventi grotteschi, coprendosi di ridicolo. Avrei voluto riprenderli con una videocamera ma ero troppo attento a notare come il confine tra lo spasso e l’idiozia è molto labile.

La mia vacanza è terminata ed oggi che sono fuori da quel mondo alieno quale è il villaggio turistico basato su regole spazio-temporali innaturali, posso affermare di essermi divertito, osservare gli automi è stata un’esperienza interessante in un luogo superlativo.

Il giorno della partenza, alla reception incontrai Ciro-la-voce. Ci guardammo per un lungo interminabile secondo negli occhi, mi fece un cenno col capo e poi mi sorrise.
In un momento di lucidità aveva compreso che io non ero stato plagiato, forse mi avrebbe voluto parlare, stringermi la mano, abbracciare ma entrambi sapevamo che quello era un addio, appartenevamo a due mondi opposti.
Ciro-la-voce scappò via, doveva accogliere i nuovi turisti impazienti di affidarsi al loro nuovo guru.

Da lontano li osservai e sorrisi, con un gesto consumato mi misi gli immancabili occhiali da sole (anche perchè sono per la vista), caricai lo zaino nel bagagliaio del mio bolide e sfrecciai via.

La guerra era terminata, potevo tornare a casa pronto per affrontare nuovi mostri.

 

PS: un posto così incantevole necessita di animazione?

 

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MMo

Sono nato a Napoli nel 1970, laureato in Matematica ed Informatico di professione, da sempre sono appassionato di tecnologia e di Internet, di sport e di ecologia, di cinema e di libri ... Mi piace mischiare le mie passioni e da questi minestroni nasce faCCebook.eu

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Pubblicato su Luoghi e viaggi

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