Penne digitali: Scampia, l’Australia e l’informazione glocale

Mi affascina il rapporto tra web ed informazione e come i media trattano le notizie. In questo scenario trovo fondamentale il ruolo dei siti di news, dai grandi network ai piccoli spazi autonomi come un blog personale quale può essere faCCebook.eu
Il mio sito mi fornisce l’opportunità di pubblicare articoli su argomenti che mi interessano anche se chiaramente non sono (ancora!) un blogger ne tantomeno un giornalista. Animato solo dalla mia passione per internet e per il giornalismo e non avendo nessuna preparazione specifica ne esperienza sul campo, mi sono lanciato nel mondo dei blogger spulciando in rete siti come splinder.com o o wordpress.com e coltivando da sempre l’idea di trovare un luogo ove poter dire la mia confrontandomi con il libero pensiero altrui.
Divertito dalla storia di Mr. Pin (Piero Sermasi), il blogger ufficiale di Skype, ho acquistato il suo libro “Professione blogger” che introduce in modo simpatico e leggero il lettore aspirante “giornalista” nel mondo dell’informazione on-line spiegando come e dove cercare l’idea giusta per scrivere un post interessante e rendere il proprio blog un luogo dove pubblicare i propri articoli in modo più o meno professionale.
La lettura di questo testo mi ha entusiasmato e spronato a migliorare i miei topic, sia nel contenuto che nello stile. L’unico modo che conosco per evolvere è studiare e con ancora il vento in poppa ho acquistato un secondo libro, “Penne digitali 2.0, fare informazione online nell’era dei blog e del giornalismo diffuso” di Carlo Baldi e Roberto Zarriello.
Sono appena al secondo capitolo e ho già cento nuovi spunti su cui riflettere!
Per non far scappare questi mie pensieri mi ritrovo la notte di Pasqua con la pancia piena di pastiera a scrivere questo memo che vuole essere l’introduzione ad una serie di topic che pubblicherò su faCCebook.eu il cui titolo inizierà sempre con “Penne digitali …”.
Questi rappresenteranno i miei appunti del dopo-lettura di ogni nuovo capitolo, saranno una specie di rubrica che raccoglierà le mie riflessioni sul rapporto tra giornalismo e web, il tutto sempre calato nella mia realtà e condito da esperienze quotidiane e riflessioni personali che renderanno il topic “diverso ed originale”, come mi ha insegnato Mr. Pin.
Il primo interessante argomento su cui vorrei porre la vostra attenzione è il giornalismo glocal.

L’avvento di internet ha radicalmente cambiato il nostro modo di ricevere le informazioni trasformando l’utente da semplice telespettatore passivo di un TG o lettore attento di un quotidiano ma senza possibilità di interazione a fruitore attivo e partecipe della stessa notizia.
Pensiamo alla possibilità di commentare una news su un sito, lasciare una nostra testimonianza perchè testimoni diretti di un fatto di cronaca oppure essere noi stessi l’autore di un topic potendo fotografare, registrare un video con i tanti strumenti multimediali a disposizione (vedi il cellulare) e trovandoci nei pressi dell’evento.
Basta un click e la foto dal telefonino viene trasferita sulla nostra pagina personale di facebook o il video va su YouTube ed in real time diviene un contributo per il mondo intero. Ricordo il terremoto ad Haiti di qualche mese fa, gli stessi abitanti della zona colpita si trasformarono subito in reporter e prima ancora dell’arrivo dei giornalisti professionisti su internet giungevono già testimonianze su Twitter, foto e video caricati dagli utenti-blogger direttamente dalle zone colpite dal dramma,
Ecco allora che in un qualsiasi momento un piccolo sito internet che pubblica informazioni da una remota località può trasformarsi in un centro di informazione a cui guarda l’intero pianeta solo perchè la vicenda da raccontare è accaduta proprio nella sua zona.
Il termine glocal coniato dagli analisti statunitensi indica proprio il suddetto fenomeno: la contrapposzione tra globale e locale sia in termini sociali ma anche di informazione.

Da “Penne digitali:” In internet anche una piccola testata che fa giornalismo dalla provincia può acquistare una visibilità potenzialmente internazionale. Un piccolo sito apparentemente invisibile fa parte di una rete di collegamenti fittissima, sono parte del circuito internazionale della notizia, sono nodi “glocali” che sfornano “prodotti tipici” e possono salire alla ribalta come fonti privilegiata di news ed aggiornamenti qualora un accadimento rilevante si dipani proprio all’interno del proprio territorio.

A tal proposito mi viene in mente Scampia, il difficile quartiere di Napoli dove vivo da qualche anno e famoso alle cronache perchè uno dei più grandi mercati in Europa per la vendita di droga.
Ogni giorno il mio rione mi fornisce notevoli spunti per scrivere topic dei tanti “mostri” che affollano la zona, basta cercare “Scampia” nella pagina del Trova mostro per leggere i vari articoli che ho scritto.
Mi piace pensare (e scusate la presunzione!) che un giorno un giovane emigrante di Scampia che si è trasferito per vari motivi in Australia cercherà su un motore di ricerca news sul suo ex-quartiere e tra le migliaia di pagine che gli verranno proposte ci saranno pure i nostri articoli sfornati direttamente dal territorio, un punto di vista diverso ed originale sui “mostri” di Secondigliano.
Ecco allora che anche faCCebook.eu diventa uno dei nodi “glocali” dell’informazione internazionale!

L'nformazione glocale

 

MMo

Sono nato a Napoli nel 1970, laureato in Matematica ed Informatico di professione, da sempre sono appassionato di tecnologia e di Internet, di sport e di ecologia, di cinema e di libri ... Mi piace mischiare le mie passioni e da questi minestroni nasce faCCebook.eu

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Pubblicato su Citizen Journalism

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