Adozione, la testimonianza di Benny, felice papà

Benny è il webmaster del sito http://www.babelweb.it,. Tra i tanti argomenti trattati da Babelweb.it, in particolare, approfondiamo un tema molto delicato come le adozioni.
Benny ci parla della sua esperienza diretta avendo adottato una bimba russa di 6anni.

Dopo circa quattro anni di attesa, ho dato una sorellina all’altro mio figlio (il grande, adesso di 28 anni). La bambina è cresciuta in un orfanotrofio in Russia ed è entrata in famiglia all’età di 6 anni meno 2 giorni (festeggiò il compleanno, cosa assolutamente sconosciuta per lei come sconosciute erano torte, candeline e regali… due giorni dopo essere tornati in Italia). Dopo un primo periodo di disperazione, in cui tutto sembrava difficile e taluni obiettivi perfino impossibili, adesso dopo 1 anno e mezzo, la bambina frequenta positivamente la 2° elementare, parla perfettamente italiano ed è altrettanto perfettamente integrata in famiglia e nella società. Ha le sue amichette, è socievole (all’inizio, a volte, anche troppo), conosce a memoria le tante classiche canzoncine dei cartoni o dello Zecchino d’Oro (44 gatti, il caffè della Peppina, ecc.) e sta anche acquisendo il senso del possesso delle proprie cose (per chi è cresciuto condividendo tutto quello che c’era, non è facile). Insomma, ha raggiunto tanti di quegli obiettivi che normalmente i bambini adottati, in ragione della sua fascia d’età e della sua provenienza geografica, acquisiscono SOLO dopo 3-4 anni di permanenza in famiglia.

D: Ci sono tempi certi per completare l’intero iter burocratico? Come è attualmente la situazione in Italia? E’ proprio così complicato adottare un bimbo italiano?
R: Non esistono tempi certi per completare un iter adottivo. Molto dipende dall’associazione cui ci si rivolge, dalla nazione in cui si decide di adottare, dalla fortuna, dalla capacità di ingoiare rospi più o meno grossi, dalle proprie possibilità economiche, ecc. ecc.
L’Italia, come altre nazioni europee, ha aderito nel 2000 alla c.d. Convenzione dell’Aja che ha regolamentato l’istituto delle adozioni internazionali, fino a quel momento possibile tramite canali non ufficiali. Il problema è che sebbene le intenzioni del legislatore siano state prese nell’interesse del minore adottando, di fatto ciò ha fatto nascere come funghi le associazioni (CHE DOVREBBERO ESSERE ONLUS) che si occupano di adozioni. Molte di queste pretendono tanti e tanti soldi in anticipo, ma nessuna garantisce mai né l’esito né i tempi di definizione, essendo molteplici le variabili che possono influire (chiusura delle frontiere, modifica delle leggi nazionali dei paesi non aderenti alla convenzione, ecc.). Il business è quindi chiaro, specialmente in Italia dove le associazione sono circa un centinaio (in Francia, ad esempio, sono circa una decina).
La procedura è la seguente: la coppia presenta domanda per ottenere il decreto di idoneità da parte del Tribunale dei Minorenni, al quale per rilasciarlo occorre circa un anno per le indagini socio-economiche. L’esito può essere favorevole (IDONEI) con nessuna od anche con limitazioni circa l’età del bambino, o negativo (NON IDONEI), nel qual caso è possibile presentare ricorsi vari dall’esito mai scontato. Dalla notifica del decreto di idoneità, la coppia ha un anno di tempo per rivolgersi (obbligatoriamente) ad una associazione. Trascorso tale periodo senza aver dato mandato ad una associazione, il decreto scade ed è necessario ripetere la procedura. Affidato il mandato all’associazione, scelta in base ai propri desideri, alle proprie capacità economiche, alla possibilità di allontanarsi dal Territorio Nazionale per periodi lunghi, ecc., si sostengono degli inutili corsi generalmente tenuti da gente che non solo non ha mai adottato, ma neanche ha mai avuto dei figli, si svolgono incontri (unica cosa positiva) con altre coppie che hanno già adottato.
I costi complessivi variano da paese a paese e sono deducibili, ma in questi costi non sono mai comprese le spese di viaggio e soggiorno nella nazione prescelta, oltre le mancette varie sottoforma di servizi più o meno richiesti, ai referenti in loco. In Russia si fanno generalmente due o tre viaggi e solo all’ultimo si rientra in Patria con il bambino. In Vietnam bisogna rimanerci per almeno 40-60 giorni a secondo della provincia.

D: sono rimasto stupito dai risultati del sondaggio che hai pubblicato. Alla domanda L’adozione è la maggior parte delle risposte è stata Un business per le associazioni.
Come la spieghi questa diffidenza o poca fiducia nei confronti delle istituzioni?
R: La mia associazione, che ci ha fatto concludere l’iter in circa 3 anni dal mandato, pur essendo una delle più attive in Russia, possiede una struttura che nessun ufficio pubblico (salvo forse qualche ministero romano) si sognerebbe di possedere; un team di impiegati e professionisti strapagati ed a tempo pieno, dipendente dall’associazione. Secondo una indiscrezione, l’associazione è senza scopo di lucro e quindi nel bilancio di fine anno il ricavato è ZERO: ovvio, se consideriamo che il solo presidente ha una provvigione di qualche centinaio di migliaia di euro…

D: cosa ne pensi invece delle adozioni a distanza?
R: In verità nutro qualche scetticismo. Certamente molte istituzioni fanno bene il loro lavoro, ma altrettanto certamente ce ne sono molte altre che a quei soldini che spediamo ai bambini fanno prendere una strada diversa…
D: attualmente a quale progetto stai lavorando? Migliorare la legge sulle adozioni?
R: Non è una cosa possibile, bisognerebbe poter contare su appoggi politici. Tanto bene ha fatto, in materia di adozioni, l’ex ministro Rosy Bindi. Ma purtroppo non esiste attenzione politica verso questo problema che non investe, in termini elettorali, una consistente fetta di popolazione a tenere in considerazione.

D: vuoi aggiungere qualche ulteriore osservazione su questo argomento?
R: Mi piacerebbe realizzare, con il contributo di una raccolta di denaro, una scuola in un villaggio del Kenya che ho visitato qualche anno fa!

Cosa aggiungere? Ancora una volta, le azioni nobili nascono soprattutto dalla tenacia delle persone che invece di essere aiutate dalle istituzioni sono speso scoraggiate dagli ingranaggi grigi e farraginosi della burocrazia.

 

MMo

Sono nato a Napoli nel 1970, laureato in Matematica ed Informatico di professione, da sempre sono appassionato di tecnologia e di Internet, di sport e di ecologia, di cinema e di libri ... Mi piace mischiare le mie passioni e da questi minestroni nasce faCCebook.eu

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Pubblicato su Interviste

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