L’insegnamento (zen) del carciofo ripieno

L’ho odiato sin da piccolo e, fino ad un recente passato, non riuscivo nemmeno ad avvicinarmi senza provare un senso di repulsione.
I bambini sono senza peli sulla lingua, è nota la loro incapacità nel mentire. E così, anche io in tenera età, appena lo vedevo scappavo senza ritegno. Non mi interessavano tutte le sue ottime qualità, a me non piaceva.
Se mia mamma insisteva, piangevo senza freno fino a quando non mi liberavo di quel «mostro».

Eppure tutti mi dicevano che era buono e presentava molteplici aspetti positivi ma io, fino alla soglia dei trent’anni, l’ho sempre ignorato.

A tavola, quando lui arrivava io giravo lo sguardo.

Ma la Vita è stramba e chiunque abbia tra i capelli un filo d’argento sa bene come ella si diverta a capovolgere le nostre convinzioni granitiche.

Non ricordo come sia accaduto, forse il merito è di mia suocera (!), un giorno l’incontrai e da allora è stato amore travolgente.

Attualmente la relazione tra me ed il «mostriciattolo verde» (è il nomignolo che affettuosamente gli ho attribuito) è solida, basata su un piacere assoluto, assaporo ogni istante dei nostri incontri con una intensità impareggiabile, temo che improvvisamente possa svanire la magia che si è creata tra noi, così all’improvviso come è nata.

Nel mentre mi godo l’attrazione fatale: come tutte le storie passionali non passa giorno senza che dedichi un pensiero al mio oggetto del desiderio.
Da quarantotto ore non lo vedo e non lo sento, mi manca. L’astinenza lo rende ancora più apprezzabile e, per colmare questa ardente lacuna, gli dedico questo post.

Nella mia mente è scolpita la sua immagine: quel colore verdastro, la forma anomala e spesso asimmetrica del corpo, l’odore acerbo ed il sapore amaro, fanno del carciofo (anche ripieno) il mio ortaggio prediletto.

Ieri nemico giurato, oggi non posso concepire la mia tavola senza di lui.

Il carciofo mi ha fornito una profonda lezione: meglio essere prudenti con le convinzioni assolutistiche, maisempre conserviamoceli in soffitta, domani potremmo apprezzare ciò che oggi odiamo (per fortuna).

 

carciofo my love

MMo

Sono nato a Napoli nel 1970, laureato in Matematica ed Informatico di professione, da sempre sono appassionato di tecnologia e di Internet, di sport e di ecologia, di cinema e di libri ... Mi piace mischiare le mie passioni e da questi minestroni nasce faCCebook.eu

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Pubblicato su Società
8 comments on “L’insegnamento (zen) del carciofo ripieno
  1. Diemme ha detto:

    Io la passione per i carciofi l’ho sempre avuta, in tutte le salse (hai mai assaggiato i carciofi alla giudìa, che si aprono come fiori dalle foglie croccanti?), mentre detesto i broccoli ( http://donnaemadre.wordpress.com/2008/10/06/la-minestra/ ): per loro, il miracolo non è ancora avvenuto (non sarà mica perché non ho una suocera? 😆 ).

    • Mario Monfrecola ha detto:

      i broccoli??? mmm … buonissimi (ma non ho mai vissuto il tuo film-horror).
      A ben pensare la stessa trasformazione di gusto è avvenuta anche con i CAVOLI, prima odiati ora accettati (non dico amati). Sempre grazie a mia suocera, prepara i cavoli pieni di formaggio … ottimi (ma mai a livello del carciofo!)

  2. Mario Monfrecola ha detto:

    Diemme :

    Dici che mi dovrei sposare? ;)

    il tuo sarebbe un matrimonio di interessi (culinari)
    Non è la benzina giusta per un matrimonio felice però è l’arma giusta per i piaceri della … pancia!

    • Diemme ha detto:

      Si, però io il broccolo lo dovrei mangiare, non sposare, come invece ho fatto in passato!!! 👿

      • Mario Monfrecola ha detto:

        tutti i matrimoni, per funzionare, prevedono un (giusto) compromesso: tu una volta mangi il broccolo e un’altra volta lo fai volare dal balcone per sfogarti.
        Vedrai che vivrete felici e contenti per sempre 😉

      • Diemme ha detto:

        Ecco dove ho sbagliato, sono passata alla seconda parte senza avere mai assaggiato neanche un broccoletto piccolo così! 😆

  3. Mario Monfrecola ha detto:

    Diemme :

    Ecco dove ho sbagliato, sono passata alla seconda parte senza avere mai assaggiato neanche un broccoletto piccolo così! :lol:

    dai almeno una possibilità prima di chiudere le porte 😉

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