23 novembre 1980: terremoto in Irpinia, il mio ricordo

Nel 1980 ero un bimbo di dieci anni, oggi sono un uomo di quarant’anni (e passa).
Sono trascorsi trent’anni (più o meno) da quel maledetto giorno ed i miei ricordi sono ancora vivi, forse il tempo li ha sbiaditi ma non potrà mai cancellarli.

Come ogni domenica eravamo a casa dei nonni per la solita riunione familiare. Tutti insieme, due, tre, quattro famiglie per un giorno di festa tra pranzo e giochi, bimbi-cugini e zii-giocatori. Ricordo una insolita serata calda, con una grossa luna rossa che padroneggiava sul cielo di Napoli.

Poi, all’improvviso, verso le 19,00 la casa di mio nonno inizia a ballare, il lampadario nel corridoio – pista delle nostre corse – si muove come un pendolo impazzito, urla, sorpresa, smarrimento, ma cos’è questo incubo? Paura, ma quando termina questa giostra? Aiuto! Scappiamo tutti fuori dalle case, ci ritroviamo per strada con tante altre persone sbigottite, chi vestito, chi in tuta, chi in vestaglia, tutti con gli occhi sgranati dal terrore.

23 novembre 1980

I miei ricordi si fermano a quei minuti del sisma, non ho altre reminiscenze di cosa sia accaduto dopo, della corsa verso casa, del caos totale, delle macerie, delle lesioni nelle pareti, delle notti insonne e dell’organizzazione successiva.
So solo che ancora oggi, nonostante sia un adulto maturo e vaccinato, a qualsiasi ora del giorno e della notte se avverto una vibrazione mentre sono a letto o seduto, il mio sguardo istintivamente si sposta verso il lampadario per verificare se è in corso una scossa di terremoto.

Alcuni «mostri» sono immortali.

MMo

Sono nato a Napoli nel 1970, laureato in Matematica ed Informatico di professione, da sempre sono appassionato di tecnologia e di Internet, di sport e di ecologia, di cinema e di libri ... Mi piace mischiare le mie passioni e da questi minestroni nasce faCCebook.eu

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Pubblicato su Disastri, Società

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